Prefazione

[zoom]
Il territorio Lodigiano
Il Lodigiano si identifica in un territorio lungo circa 45 chilometri e largo più o meno 20, posto a sud di Milano, interamente pianeggiante.
I confini sono delineati da tre fiumi: l’Adda ad oriente, il Lambro ad occidente ed il Po, che ne lambisce il margine meridionale. 

Fin dall’antichità questo territorio, come più in generale la Pianura Padana è famoso per la sua fertilità, risultato di un continuo intervento dell’uomo.
Poco dopo il Mille, i Cistercensi stabilitisi al Cerreto hanno dato avvio alla bonifica del territorio, regimentando le acque e creando le marcite e le grange, vere e proprie aziende agricole, che ancora rimangono come silenziose presenze intorno al Cerreto. 

In epoca medievale si colloca invece la realizzazione del Canale Muzza, la grande opera irrigua del nostro territorio, ancora oggi attivo e funzionale.

[zoom]
La vocazione agricola del nostro territorio ha influenzato anche la cucina, che per le sue semplici ricette utilizza i prodotti della terra e dell’allevamento.
I fiumi di latte che il territorio produce vengono trasformati quotidianamente in formaggi unici, sia morbidi che stagionati, tra i quali il pannerone, il mascarpone, il grana padano, il tipico lodigiano e la raspadüra. 

Anche i salumi hanno un ruolo significativo tra le attività legate al territorio e rientrano nei menu caratteristici della cucina lodigiana.
Alla cultura contadina si collegano alcune manifestazioni, profondamente radicate nel territorio, che ogni anno ricreano atmosfere e suggestioni che si mantengono inalterate nel tempo. 

Tra queste, oltre alle “bancarelle”di Santa Lucia, merita di essere ricordata la festa di San Bassiano, patrono della città di Lodi, che si festeggia il 19 gennaio. Per l’occasione Piazza della Vittoria si anima di bancarelle con dolci, giochi e prodotti dell’artigianato locale, vengono distribuiti i filson, “collane” di castagne secche, mentre i lodigiani rendono omaggio alle spoglie del Santo custodite nella cripta della Cattedrale. Sotto i portici del Broletto, dalle 11.00 per tutta la mattinata è prevista la tradizionale distribuzione della trippa, mentre nel pomeriggio gli alpini distribuiscono tè caldo e vin brulé.

Molte sono inoltre le fiere che celebrano la campagna ed i suoi prodotti, tra queste va senz’altro ricordata la fiera di Codogno, nel mese di novembre.

[zoom]
Il Lodigiano è detto anche la “terra dai mille campanili”, per la profonda religiosità che caratterizza questi luoghi, come testimoniano le numerose chiese, oggi in parte sconsacrate, e riconvertite in spazi espositivi e per manifestazioni culturali, che si possono ancora vedere girando per la città: la pregevole chiesa di San Cristoforo, o quella dell’Angelo sono solo alcuni dei possibili esempi. 

Nel territorio, basiliche e complessi abbaziali con le loro imponenti moli in mattoni arricchiscono il territorio come “rosse presenze”.

[zoom]
Quasi al confine con il Pavese, il territorio muta la sua piatta fisionomia e dolci colline rendono più articolato e suggestivo il paesaggio del “Borgo Insigne” di San Colombano al Lambro, territorialmente appartenente al Lodigiano, pur appartenendo amministrativamente alla Provincia di Milano.

Testimonianze dell’esistenza della località di San Colombano si hanno già prima dell’anno 1000 d.c., quando la popolazione del borgo denominato allora Mombrione si insediò sul lato nord dei colli. Il nome deriva dal monaco irlandese che “armato di spada e vangelo” come narra la leggenda, all’inizio del Seicento avrebbe convertito al Cristianesimo i pagani del luogo ed insegnato loro la coltivazione della vite.

Divenuto possesso dei milanesi, il luogo fu sempre conteso per la posizione strategica: ambiti erano infatti i pedaggi e le attività legate alla navigazione sul Lambro. Nel 1158 Federico Barbarossa, conscio dell’importanza dell’ubicazione del borgo in cima alla collina, ricostruì il castello e l’abitato precedentemente distrutti. Seguì il periodo prospero delle Signorie Milanesi e nel 1353 Francesco Petrarca fu ospitato nel castello di Giovanni Visconti. Nel 1902, il “Borgo insigne” diede i natali al futuro santo, don Carlo Gnocchi.

In questo territorio alcuni centri si segnalano per la loro rilevanza artistica. Primo fra tutti Lodi, il capoluogo.

[zoom]
Lodi
La città è capoluogo di provincia dal 1993.
Fu fondata il 3 agosto 1158 sul colle Eghezzone da Federico I Barbarossa dopo che i Milanesi distrussero la romana Laus Pompeia, l’attuale Lodi Vecchio. L’imperatore le impose il nome di Laus Nova.
Il cuore della città è tuttora Piazza della Vittoria, esempio arioso ed elegante di platea major alto medievale, rimasta intatta nel tempo. Nella piazza e nelle strade del centro si coglie il segreto di una vera, autentica città di provincia. 

La città gode di un centro storico mirabile per equilibrio urbanistico e armonia di vie e monumenti, tutto da visitare in quanto presenta una gradevole e continua successione di chiese e palazzi, musei, case con balcone e cancellate di ferro battuto, cortili e giardini, echi di leggende e ricordi storici.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è tra le più vaste della Lombardia, in stile romanico. Iniziata nel 1160 e terminata nel XVI secolo, fu completamente restaurata tra il 1958 e il 1965. La facciata presenta il protiro in cotto con leoni stilofori , il maestoso portale, le due finestre rinascimentali ed il notevole rosone. L’interno è a tre navate; nelle cappelle e sui lati dell’edificio importanti affreschi e dipinti che risalgono a varie epoche: pregevoli i due politici dei Piazza da Lodi. Nella cripta sono conservate in un altare ottocentesco le reliquie di San Bassiano, patrono della città celebrato sontuosamente ogni 19 gennaio. A pochi passi dal Duomo si trova il Santuario dell’Incoronata sorto nel 1488 su disegno di Giovanni Battagio. Ritenuto uno dei capolavori del Rinascimento lombardo, il tempio è caratterizzato dalla pianta ottagonale. La chiesa è riccamente decorata ed al suo interno si possono ammirare famosi dipinti della bottega dei fratelli Callisto, Cesare e Scipione Piazza e di Ambrogio da Fossano detto il Borgognone. Degni di nota il coro ligneo del XVIII secolo e l’organo datato 1507. 

Nelle immediate vicinanze sorge la Chiesa di San Filippo, piacevole esempio di tardo barocco.
Il complesso ospita, oltre alla Biblioteca storica dei Filippini, resa pubblica nel 1792, anche la Biblioteca comunale Laudense.

[zoom]
La Chiesa di San Francesco, in stile romanico-gotico, fu costruita tra il 1280 e il 1290. La facciata presenta una coppia di monofore e copia di bifore “a tutto cielo”, particolare locale studiato per conferire leggerezza alla struttura (lo si ritrova nella Basilica dei XII Apostoli a Lodi Vecchio). L’interno a croce latina con cappelle nel trasetto, a tre navate, riprende schemi dell’architettura cistercense. Presenta la suo interno ricca decorazione ad affresco con opere che vanno dal ‘300 al 700. La chiesa rappresenta il pantheon lodigiano poiché vi riposano le spoglie di personaggi illustri, tra cui la poetessa lodigiana Ada Negri, che in molti suoi componimenti ricorda con grande affetto il tempio lodigiano.

Lodi Vecchio
A circa sei chilometri da Lodi. Centro dalla storia antichissima, che dal 2005 ha ricevuto dal presidente Ciampi il titolo di città. 

Prima villaggio celtico e poi importante centro romano, continuò la propria storia fino al 1158, quando la sua floridezza economica impensierì i Milanesi che ne decretarono la distruzione. 

Gli scavi archeologici hanno riportato in luce importanti testimonianze del periodo romano ed alto medievale, quali il teatro e l’anfiteatro, i cui resti sono ancora visibili nel centro cittadino.
Importante è l’area archeologica recentemente inaugurata in piazza Santa Maria, di fronte al Conventino, costruito sui resti dell’antica Cattedrale di Santa Maria ed ora adibito a spazio espositivo.

[zoom]
Nel verde della campagna, si staglia la basilica dedicata a San Bassiano, patrono di Lodi.
La basilica fu voluta dal vescovo Bassano ed i lavori di costruzione iniziarono nel 380 circa. Nel novembre del 387 vi fu la consacrazione, avvenuta alla presenza dei vescovi di Milano e Como, contemporaneamente alla deposizione delle reliquie di alcuni Apostoli; da questo evento la basilica è nota come Basilica dei XIII Apostoli. 
E’ uno tra gli esempi più significativi dell’architettura medievale in Lombardia. La facciata, tipicamente gotica, è realizzata in cotto, con bifore a “tutto cielo”. 

Non distanti, le alzaie del canale Muzza che, ciclabili, faranno la gioia di quanti, appassionati di ciclonatura, vogliano trascorrere momenti indimenticabili a stretto contatto con una vegetazione sottomessa dall’uomo, ma veramente particolare.

Sant’Angelo Lodigiano
Al centro di questo antico borgo si erge il castello Morando Bolognini, sorto nel XIII secolo, che fu proprietà dei Visconti prima e degli Sforza poi. Fu donato nel 1452 da Francesco Sforza al conte Michele Matteo Bolognini ed alla comunità, per i servigi resi durante la conquista del potere del ducato di Milano. All’inizio del novecento, il conte Morando Bolognini promosse importanti opere di restauro che lo riportarono alla primitiva struttura e bellezza. Il castello è ora sede di un interessante complesso museale. 

Negli appartamenti ancora arredati si possono ammirare pregevoli mobili, quadri e vasellame, datati dal XVIII al XX secolo, mentre sono presenti opere artigianali in ferro battuto ed un’interessante armeria costituita da pezzi di varie epoche e provenienze. All’interno della struttura sono anche presenti il Museo lombardo di storia dell’Agricoltura e il Museo del Pane.

[zoom]
Senna Lodigiana e Corte Sant’Andrea
Corte Sant’Andrea, nel comune di Senna Lodigiana, deve la sua importanza al fatto di essere senza tappa della via Francigena.

Si trova sulla sinistra del fiume Lambro nel punto in cui confluisce nel Po, ai piedi dell’argine maestro che protegge il paese e i terreni più bassi delle piene.
Centro rurale e con aziende agricole tra le più antiche.

Casalpusterlengo
La località deve il suo nome ai Posterla, nobili feudatari che nel XIV secolo furono investiti dai duchi di Milano del feudo di Casale. Il centro storico conserva le caratteristiche dell’antico borgo e la torre merlata, fatta costruire dalla famiglia, è oggi simbolo della città. Risale al 1500 d.C il santuario della Madonna dei Cappuccini, mentre sono barocche le chiese dei Santi Bartolomeo e Martino e di Bernardino e Francesco.

Codogno
Questo importante centro agricolo della Bassa si sviluppò in epoca alto medievale.Dapprima fu feudo dei vescovi di Lodi, poi passò alle famiglie Fagnani e Trivulzio. Nel 1453 Francesco Sforza la qualificò “borgo”. 

La collegiata dedicata a San Biagio (XV secolo), ricca di affreschi votivi, ospita due opere del Piazza e la Cappella del Rosario (1690) con i suoi marmi policromi; a lato si trova la Loggia del Mercato(XVII secolo). Tracce significative del barocco lodigiano sono la Chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il Santuario della Madonna di Caravaggio. Notevole è Palazzo Trivulzio. 

Autentico scrigno di tesori è la Raccolta Lamberti, ospitata nel pregevole Palazzo Lamberti in via Cavallotti. Raccoglie opere dei pittori codognesi del secondo ottocento, raccolti per volere di Carlo Lamberti, ricco possidente e collezionista d’arte, particolarmente legato all’ambiente artistico milanese di fine ottocento, in cui gravitavano anche questi artisti codognesi. 

Tra le opere, due acquarelli di Tranquillo Cremona: “Le curiose” e “Ripassando al lezione”, nonché molte opere di Angelo Pietrasanta, Giorgio Belloni, Piero Belloni Betti e di Giuseppe Novello.
La raccolta si caratterizza nel panorama del sistema museale lodigiano per il suo carattere di “raccolta in progress” costantemente arricchita da lasciti e donazioni di nuove opere.

Scarica il libretto "Scopri i capolavori del Lodigiano" in formato PDF - 560 Kb ]


Internet Partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]