riqualificazione territorio rurale, riqualificazione ambiente, riqualificazione territorio Lombardia

riqualificazione territorio rurale, riqualificazione territorio Lombardia, progetto riqualificazione suolo, foresta di pianura, arbusti e piante forestali autoctone, percorsi naturalistici Lombardia, educazione ambientale, riqualificazione territorio Lodi

piante forestali autoctone, foresta pianura Lombardia, turismo rurale

Passeggiando per la foresta
[zoom]
[zoom]


Percorso auto guidato

[zoom]
[zoom]
La visita alla Foresta inizia con l’approdo presso la città, eventualmente con una bicicletta al seguito o noleggiandone una presso le strutture organizzate. La città è servita comodamente sia dalla rete stradale ordinaria e autostradale, sia dal treno.
Prima di arrivare alla “Grande Foresta di Pianura” le vie interpoderali serpeggiano tra cascine, campi coltivati, boschetti ripariali e la silenziosa presenza del fiume Adda.

Giungendo in prossimità della cascina Coldana lungo la via Vecchia Cremonese, seguendo le indicazioni della Foresta, si giunge alla cascina Costino presso la quale è consentito il transito solo ai pedoni o alle biciclette. Giunti alla sbarra di delimitazione si scorgono i primi segni delle piantumazioni effettuate e delle strutture organizzate dalla Provincia di Lodi. E’ da questo punto che partono alcuni dei sentieri che portano al primo massiccio nucleo di piantumazione della foresta (il sentiero principale è segnato sulla mappa con il colore rosso).

Seguendo la strada bianca si giunge in modo inequivocabile ad una grande Quercia (Quercus robur), la quale testimonia l’ingresso verso la piana (golena) del fiume Adda. In questa posizione potete osservare il primo nucleo di piantumazione, in direzione della tangenziale, ed alla sua sinistra il grande spazio che ospiterà il Centro Didattico della Filiera Bosco Legno.

[zoom]
[zoom]
Quest’ultimo è un progetto in fase di realizzazione per mezzo del quale l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Lodi intende creare un punto di riferimento per chi opera in campo ambientale e forestale. Il Centro Didattico, infatti, presenterà particelle piantumate con essenze arboree ed arbustive, in modo da presentare al pubblico interessato ed ai tecnici del settore alcuni esempi di impianti forestali, produttivi, o a scopo ecologico, o altro ed una struttura coperta che ospiterà laboratori ed aule didattiche.

Il campo piantumato che si presenta di fronte ai vostri occhi è stato ideato con lo scopo di ricostruire un ambiente naturale, infatti, come potete vedere, la piantumazione è stata eseguita in modo curvilineo e non rettilineo. Questo sistema permetterà, una volta cresciute le piante, di assomigliare più ad una “disseminazione naturale”, più che ad un’opera eseguita dall’uomo.

La consociazione utilizzata è costituita da un’alternanza d’alberi ed arbusti, in modo da creare un sistema ben equilibrato tra bosco e sottobosco. La caratteristica struttura, detta a “condominio”, comincia già a delinearsi anche con le giovani piantine che vi trovate dinanzi; osservando attentamente potrete distinguere tra gli alberi più slanciati i Pioppi (Populus nigra e alba), l’Olmo (Ulmus campestre), il Ciliegio (Prunus avium), il Melo (Malus sylvestris), i quali cominciano a sovrastare alberi più lenti come la Quercia (Quercus robur) o il Frassino (Fraxinus excelsior) o gli arbusti come la Rosa canina, il Viburno (Viburnum opulus e lantana), la Frangula (Frangula alnus), il Corniolo (Cornus mas), ecc. Questo sistema creerà degli strati vegetazionali, i quali a loro maturazione, ospiteranno una miriade di animali tra uccelli, piccoli mammiferi, invertebrati, rettili, ecc.

[zoom]
[zoom]
Seguendo la strada campestre giù per il terrazzo fluviale, la vegetazione esistente immediatamente vi sovrasta definendo netti cambiamenti dell’ambiente circostante; stiamo attraversando la piccola riserva naturale del Parco Adda Sud detta del Bosco del Costino (vedi asterisco).

Essa è un piccolo boschetto nato sul segno lasciato dal letto del fiume Adda dopo che esso ha cambiato il suo percorso. Il boschetto nasce su terreni molto umidi, i quali hanno condizionato la vegetazione che potete osservare, come quella tipica delle aree paludose o pantanose.

Il bosco, infatti, è costituito principalmente da Ontani neri (Alnus glutinosa), i quali sono piante presenti ogni qualvolta una palude evolve, asciugandosi, in terreni più asciutti selezionando di conseguenza la vegetazione tipica di cenosi meno dipendenti dall’acqua (come appunto gli Ontani neri, Pioppi, Platani, ecc).
Il bosco presenta inoltre una rara fioritura come quella del Campanellino estivo. Esso è un fiore selvatico che cresce tipicamente nel sottobosco umido presentando una fioritura simile al Bucaneve, a partire dalla seconda metà del mese d’aprile in poi.

Per quanto riguarda la fauna di particolare interesse, è da segnalare la presenza della Rana di Lataste, la quale, anch’essa tipica dei sottoboschi umidi, (un tempo era considerata specie in pericolo d’estinzione!).

[zoom]
[zoom]
La strada prosegue attraversando tutta la riserva, per mezzo della quale si giunge ad un punto attrezzato nel quale bacheche esplicative e panchine offrono qualche momento di riflessione e contemplazione del paesaggio.
Da questo punto si apre un sentiero ad anello che vi riporterà allo stesso punto di partenza, dopo aver attraversato il primo nucleo della Grande Foresta di Lodi. Il sentiero naturalistico che vi si presenta, vi accompagna all’interno della foresta costeggiando le migliaia di giovani piantine che sono state messe a dimora con lo scopo di ricreare un ambiente naturale.

Le comunità di essenze piantumate, nel periodo di circa 10/15 anni, offriranno ai futuri visitatori uno scenario costituito da un bosco con alberature di circa 15/20 metri d’altezza ed una fittissima alternanza di sottobosco e radure di boscaglia.

Durante l’estate la presenza delle erbe alte, favorisce la concentrazione di una notevole quantità d’insetti volatori i quali a loro volta attirano stormi di Rondini, Rondoni e Balestrucci a caccia di prede per i loro nidiacei. E’ consueto incontrare anche piccoli passeriformi come il Cardellino, la Ballerina bianca, il Saltimpalo, le Cinciallegre, ecc, a caccia, durante l’estate, o a cogliere bacche durante l’autunno o l’inverno (solo per coloro che ovviamente non migrano in paesi più caldi).

La foresta segnala presto il suo risveglio con le fioriture precoci degli Olmi, dei Salici, dei Ciliegi e Prugnoli, proseguendo poi con Viburni, Biancospini e Rose canine. Tra le ultime abbiamo il Carpino, il Frassino e la Quercia.

Dalla tarda estate è possibile intravedere, tra il groviglio di rami e foglie, la maturazione dei frutti prodotti, man mano che essi si rendono visibili colorandosi di rosso acceso, arancio, giallo e nero. I frutti prodotti alla fine dell’estate vengono aggrediti e “divorati” dai migratori in partenza per il sud ed in arrivo da nord, mentre tutti quei frutti che necessitano del gelo per maturare (come ad esempio la Rosa canina), fanno bella mostra di sé tra le brinate mattutine e le nevicate invernali.

[zoom]
[zoom]
Lungo il sentiero percorribile, ci s’imbatte in un’area della foresta, nella quale è stata allestita un’area umida alimentata, a monte, da un roggia gestita dal consorzio di Bonifica. Quest’area umida è stata pensata per poter ospitare piante ed animali tipici delle zone umide.

L’importanza di creare tali specchi d’acqua è facilmente comprensibile se si visita l’area in primavera ed estate. Il visitatore, può facilmente rendersi conto della quantità di forme diverse di vita presenti in uno spazio molto ristretto.

La vegetazione usata per l’arredo dell’area umida è costituita principalmente da varietà di Carici, Giunchi, Iris d’Acqua, (Prodotte in un vivaio gestito da un progetto di recupero per detenuti nel carcere di S. Vittore a Milano) ecc.; proseguendo sul sentiero, dopo soli 50m ci s’imbatte in un nuovo punto di sosta, presso il quale, è presentato il sito di riproduzione delle farfalle, costituito principalmente dalle loro piante nutrici (piante predilette dai bruchi per la loro nutrizione e sviluppo).

Le piante che compongono questo angolo sono state scelte e consigliate dal Parco Adda Sud, il quale ha ritenuto concepire questo spazio come una piccola oasi di riproduzione per lepidotteri. Le piante utilizzate sono ad esempio: il Ciliegio, il Corniolo, la Ginestrella, il Salicone, il Melo, il Prugnolo, la Rosa canina, ecc.

Dopodiché il sentiero percorre la sua via fino al punto di partenza.


Internet Partner: Omega-Net
[www.omeganet.it]