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La grande foresta di pianura

Foreste planiziali
Per migliaia di anni le Foreste hanno accompagnato l'uomo Europeo nel suo lungo percorso di crescita e di progresso tecnologico.

L'uomo ha utilizzato ogni tipo di risorsa primaria, traendola dalle foreste, fino a quando l'esigenza di produrre più cibo per l'aumento demografico, ha portato l'agricoltura intensiva ad appropriarsi di ogni spazio disponibile adatto alle produzioni.

Lentamente i boschi e le foreste, hanno così abbandonato il nostro panorama, impoverendo sia gli ambienti agricoli, sia gli ambienti urbani in costante e continua crescita. Il paesaggio è divenuto in questo modo scarno ed essenziale, privo cioè di quel giusto grado di diversificazione che è necessario per accogliere tutte le figure che compongono un ambiente strutturato e biologicamente equilibrato.

E' con questa consapevolezza che la Provincia di Lodi, con il sostegno della Regione Lombardia, ha voluto e realizzato, una Foresta di Pianura in prossimità della città di Lodi.
Il capoluogo provinciale presenta le giuste caratteristiche paesaggistiche e morfologiche, per accogliere una foresta in prossimità del centro abitato.

La vicinanza del fiume Adda, la presenza di ambienti agricoli produttivi vicini alla città, l'esigenza di rivalutare il paesaggio della cintura extra-urbana, hanno permesso di concretizzare il progetto, offrendo alla cittadinanza della provincia la possibilità di assistere alla rinascita di una Foresta di Pianura.

Il Comprensorio della Foresta
Il territorio che accoglie la Foresta di Pianura, è sito in prossimità del centro abitato della città di Lodi, verso la zona golenale del fiume Adda. Percorrendo la via Vecchia Cremonese, lungo il margine alto del "Terrazzo Morfologico Fluviale", essa lascia intravedere al suo piede una pianura ricca di coltivi e corsi d'acqua, i quali hanno aiutato nei secoli gli agricoltori a bonificare e mantenere fertili le aree "Golenali", un tempo ricche di paludi e acquitrini.

La Roggia Molina è la testimonianza di un passato lontano, durante il quale l'antica città fortificata di Lodi lasciava defluire le acque delle paludi circostanti lungo le sue mura e bastioni fino a immettersi nel fiume Adda.

Oggi il tratto cittadino della roggia è ormai quasi tutto ricoperto da strade e abitazioni, ma appena la città cede il passo alla campagna il vecchio corso emerge districandosi tra cascine e campi coltivati come un tempo.

Il "salto", o Terrazzo Morfologico, inciso nella pianura dalle vecchie sponde del fiume Adda, è ben visibile in prossimità delle cascine Coldana, Costino, e dell'entrata ciclopedonale al comprensorio della Foresta sul lato sud/est, nelle vicinanze dei piccoli laghi artificiali.
Esso testimonia come la convivenza tra l'uomo ed il fiume, si sia sempre fondata su strette simbiosi e taciti accordi.

L'Ambiente Naturale circostante
Il contesto naturale in cui è inserita la Foresta di Pianura, è indissolubilmente legato all'acqua.
Essa è presente nell'alveo del fiume Adda, scorre all'interno di colatori e rogge interpoderali, emerge sottoforma di sorgenti e risorgive al piede del terrazzo morfologico.

L'acqua da sempre, in queste zone, è stata un elemento complementare dell'attività umana, offrendo preziosa forza ai mulini e redditività ai terreni; ma al tempo stesso è stata una forte oppositrice all'aratro, laddove con la sua presenza rendeva i terreni paludosi e liberi di poter accogliere piante ed animali tipici di questi ambienti fluviali.

E' possibile incontrare, durante una passeggiata, alberi o animali isolati, o imbattersi in piccole comunità di grandi alberi misti a boscaglia, o in stormi di uccelli in volo o intenti alla ricerca di cibo, sparsi qua e là tra coltivi e canneti.

A parte la presenza della futura Foresta, il territorio conserva ancora molteplici segni e presenze di un ambiente originario che si è preservato in un bosco vicino ad una sorgente o lungo le sponde del fiume Adda.

Uno degli obiettivi che la foresta deve conseguire nel tempo è quello di divenire un ambiente ospitale per tutte le forme di vita autoctone, che oggi sono sparpagliate sul territorio in piccole comunità.
Al tempo stesso viene offerto ai visitatori la testimonianza di un elemento del paesaggio che, fino a ieri, era parte integrante degli ambienti periurbani ed agricoli e che in futuro rappresenterà uno degli ecosistemi naturali più importanti della provincia.


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