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19.08.2011 - IL PRODOTTO VIENE VENDUTO PER BUONA PARTE ALL’INGROSSO, MA C’È ANCHE UNO SPACCIO AZIENDALE APERTO AI PRIVATI - Interviste Marchio Terra Buona

In tempi di crisi e piagnistei che caratterizzano l’attuale momento del settore agroalimentare nazionale, la riscossa
arriva da un settore antico come il riso ove l’Italia si distingue come maggiore produttore europeo. Fa una certa impressione incontrare
gente contenta e soddisfatta del proprio lavoro. «Siamo in controtendenza con il resto del settore agricolo», spiega con un sorriso
stampato sul viso Angelo Montanari, titolare, con il fratello maggiore, Domenico, della “Riseria Montanari S.n.c.”, una piccola società
in nome collettivo fondata nel 1999 a Caselle Lurani quando papà Davide decise di lasciare l’attività per la meritata pensione.
La rinascita del settore risicolo è indubbiamente legata alla sua resa economica.
Pur essendo più delicato e difficile da coltivare, il riso riserva meno sorprese all’agricoltore e garantisce un reddito più remunerativo
rispetto ad altri cerali, come il mais, soggetti a fluttuazioni più repentine. «Fu il nonno Antonio, nel 1938 – racconta ancora Angelo
– a prendere prima in affitto e poi ad acquistare dai Conti Lurani il mulino preesistente, allora caratterizzato dalla grande
ruota azionata dal l ’acqua della roggia Pestegallo che, ancora oggi, irriga circa l’ottanta per cento della campagna circostante.
Con mio padre, Davide, ultimo di dieci figli, tutti piccoli commercianti e artigiani autonomi, ebbe inizio una nuova era con l’adozione
di macchinari più moderni e conseguente incremento della produzione mantenendo però sempre lo spirito iniziale con la
cura maniacale della qualità del prodotto».
Se l’agricoltura moderna ha ormai relegato in un angolo remoto il ricordo delle “mondine” e dei loro canti tradizionali, soppiantate
da macchine modernissime per le pesanti lavorazioni della “monda” e del “trapianto”, nella Riseria Montanari convivono ancora tenacemente i richiami della tradizione. Così, in questo luogo affascinante, pieno di saliscendi, piccole camere comunicanti e pertugi
per calare i sacchi di riso, si passa ancora oggi tranquillamente dall’elevatore a tazze di legno alla selezionatrice ottica elettronica,
ultimo ritrovato tecnologico avanzato. Qui, si lavora artigianalmente con le “Amburgo”, ritenute insuperabili per la sbiancatura
del riso che è ancora levigato a pietra con una procedura particolare differente dai metodi moderni che privilegiano la velocità.
La Riseria Montanari (una delle tre operative nel Lodigiano: le altre sono la “Dragoni” alla Grisella e la “Zibra” a Mulazzano) non
ha terreni propri e non coltiva riso, ma si occupa della trasformazione, del confezionamento e vendita dell’antico cereale acquistato
dalle aziende lodigiane e pavesi vocate a questo tipo di coltivazioni.
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che proprio la valle bagnata dal fiume Lambro, in particolare con i comuni rivieraschi di Valera
Fratta, Sant’Angelo, Caselle Lurani e Casaletto Lodigiano, è considerata da sempre la “culla” del riso lodigiano. Una vocazione particolarmente fiorente già alla fine dell’Ottocento quando in queste zone si raggiunsero i 5000 ettari coltivati a riso. Oggi, pur superando di poco i 2000 ettari coltivati in 66 aziende, il settore appare in netta ripresa rispetto ai minimi storici toccati all’inizio degli anni Ottanta, quando le coltivazioni di riso erano crollate a 400 ettari in sole 19 aziende produttrici. «Le qualità pregiate arrivano proprio da queste zone del lodigiano – spiega con competenza Angelo – grazie alle particolari sostanze organiche presenti nei terreni e all’abbondante disponibilità di acqua.
La riseria con la sua area per la vendita al pubblico si trovano fra rogge e campi appena fuori dal paese, sulla piccola strada che porta verso Marudo
L’Italia è il maggior produttore europeo. Ogni giorno sono circa 100 i quintali di riso grezzo che arrivano in azienda. Convivono tradizione e tecnologia Il reparto dove vengono confezionati sacchi di diversi pesi, fino a quelli da 10 chili venduti all’ingrosso
Papà Davide Montanari in azienda in mezzo ai due figli Angelo e Domenico difficilmente emulabile».
Ogni giorno sono circa 100 i quintali di riso grezzo (dai 12 ai 15 mila quintali all’anno) che viene stoccato nel grande silos che caratterizza lo skyline dell’azienda Montanari, appena fuori Caselle Lurani, sulla piccola strada che porta a Marudo fra rogge e campi che si perdono all’orizzonte. La prima lavorazione prevede il passaggio del riso nello “sbramino” per togliere la “lolla”. Subito dopo è convogliato attraverso un “calibratore” che provvede a togliere la grana verde, ossia quelle grane che non hanno completato il ciclo di maturazione.
Dopo un passaggio attraverso le “sbiancatrici”, il cereale è indirizzato in un “separatore” che ha il compito di eliminare le grane
rotte a metà e le ibride. Si arriva così al passaggio finale attraverso la “selezionatrice elettronica” di ultima generazione che,
grazie a visori ottici bada a scartare tutto ciò che non è bianco.
Alla fine di tutto il percorso, il riso sarà ridotto a circa il 60 per cento del peso iniziale e sarà pronto per essere confezionato
e commercializzato.
Ma, niente paura, qui nulla va perduto. La “lolla” del riso, che rappresenta circa il 20 per cento dello scarto di lavorazione, va
a finire nelle aziende chimiche per essere trasformata in filtri, ma è pure utilizzata come parte di alimenti per tacchini e
mucche.
Così pure la “grana verde”, il riso spezzato e la “pola” diventano alimenti per animali vari. Il punto di forza della Riseria Montanari è il “carnaroli”, la varietà di riso più pregiata a livello locale e nazionale. Ha la caratteristica di non scuocere e per questo è comunemente scelto per ricavare risotti, antipasti, insalate e piatti unici. Copre circa il 60 per cento del fatturato annuo complessivo dell’azienda Montanari, stimato oggi intorno agli 800 mila euro. Per la metà è venduto all’ingrosso nel milanese in sacchi da dieci chilogrammi. L’altro cinquanta per cento è ceduto in parte con il marchio “Montanari” ai privati e alla media/grande distribuzione
(ove si approvvigionano mense e ristoratori con la partita iva) , e in parte smerciato nello spaccio interno, aperto al pubblico dal lunedì al sabato, ove è possibile acquistare anche le altre varietà, come Arborio, Roma e Vialone Nano.
Ma, nella Riseria Montanari, come si affrontano le problematiche legate alla qualità e alla genuinità? «Diciamo – risponde ancora Ang e lo – che l’esperienza maturata nel tempo, con l’aiuto indispensabile della figura del mediatore, ci permette di selezionare al l’origine
i migliori produttori di riso da cui attingere. In sede si fanno poi prove per verificare le caratteristiche qualitative effettive. Si misura la resa, si verifica la presenza di vaiolato e quella del riso rosso. Chiaramente tutto ciò andrà a incidere sul prezzo finale che andremo  a riconoscere al coltivatore.
Il nostro prodotto esce dalla riseria con un certificato di tracciabilità e una garanzia interna. Puntiamo, come già detto, alla qualità come obiettivo primario e non andiamo in concorrenza ma, piuttosto, facciamo un sacrificio sui prezzi di vendita».

Osvaldo Folli (Il Cittadino)

RISERIA MONTANARI DI DOMENICO & ANGELO
Via S. Geminiano, 6
26853 Caselle Lurani (Lo)
Tel. 0371.96030 Fax
0371.225824




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