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07.06.2010 - SGORGA FORMAGGIO DALLA FONTANA DI COMAZZO – I F.lli BRAMBILLA REALIZZANO E COMMERCIALIZZANO UNICAMENTE PRODOTTI BIOLOGICI - Interviste Turismo Rurale

Imprenditori moderni con buona
scolarizzazione ed entusiasti della loro professione: queste le
credenziali che accumunano i membri della grande famiglia
Brambilla, che, con il marchio “La Fontana di Comazzo”, produce e
commercializza formaggi biologici.
Carlo, il primogenito, è geometra.
Diego è diplomato in meccanica agraria. Michele è diventato
agrotecnico alla scuola di Villa Igea, a Lodi. Ciascuno si occupa di
un settore specifico dell’economia aziendale, seppur con un alto indice
d’interscambiabilità dettato da specifiche esigenze. Annalisa, la
secondogenita, non s’interessa dell’azienda, ma, in compenso, suo figlio
Ovidio, diplomato anch’egli a Villa Igea, segue l’andamento dell’attività
venatoria e quella del Parco Ittico Paradiso, altra attività collaterale
dell’azienda Brambilla, ove è impegnata con la didattica
e i rapporti con le scuole anche la signora
Graziella, moglie di Carlo, laureata in biologia.
Ma già s’affaccia la nuova generazione dei figli, alcuni
già inseriti con compiti di responsabilità. Come
Paolo, figlio di Michele, ventitreenne diplomato a Codogno che si prende cura dei bovini,
mentre la dottoressa Valentina, figlia di Carlo e laureata in scienze
e tecnologie alimentari, s’interessa dell’ambito amministrativo e
segue personalmente l’attività di vendita nei farmers market e
tutto ciò che ruota attorno alla promozione del marchio.
Nicoletta, anch’essa laureata ma con attività esterna, Ulderico
(Riky), Margherita (già con laurea breve e in via di specializzazione),
Sergio, Benedetta e la giovanissima Anna con ambizioni artistiche
prese dalla nonna, completanola nidiata degli eredi, pronti,
chi più chi meno, a scendere in campo quando sarà il momento.
Insomma, siamo alla presenza di un’importante
dinastia di nuovi agricoltori che, una decina
d’anni fa, decise di fare il salto di qualità buttandosi
a capofitto nel settore biologico, una nicchia
di mercato in forte crescita, nonostante la
crisi, ove l’Italia primeggia a livello europeo, in
controtendenza rispetto al comparto agroalimentare
tradizionale.
«È stata una decisione condivisa da tutta la famiglia –
spiega Michele Brambilla – che ci ha portato in
poco tempo ad allargarci sui livelli attuali».
Ma, qual è il segreto di tanta compattezza? «È tradizione che la gestione
e la politica aziendale sia discussa attorno alla tavola
da pranzo nell’antica casa padronale
di Marzano, ove hanno s e d e l e g a l e
l’azienda e l’ufficio direzionale.
Qui vive ancora mamma Clorinda
e, in una casa attigua, anche la mia famiglia,
mentre gli altri fratelli abitano nei paesi circostanti.
Probabilmente – sorride Michele – sta
proprio in questo il segreto del nostro successo:
il fatto che ogni gruppo famigliare viva in comuni diversi, separando
così nettamente le proprie vicende personali con l’andamento dell’azienda».

IL SEGRETO PER BATTERE LA CRISI
È in questo posto, letteralmente circondato da verdissimi tappeti,
che i fratelli Brambilla hanno scoperto il segreto per battere la crisi
del settore, combinando, come scritto recentemente da Francesco
Alberoni sul Corriere della sera, il gusto personale di fare bene
il proprio lavoro con il piacere di veder nascere sotto le proprie mani un
prodotto perfetto e di qualità. Virtù che i fratelli Brambilla si sforzano
di coltivare anche in situazione di mercati “pesanti” che molte vittime
ha già seminato.
Settecento ettari di fertili campi coltivati a foraggio (triticale, pisello,
frumento, soia e mais, oltre al prato stabile), 850 bovine da latte
fra Frisone e Jersey, 800 capi di bestiame giovane, 2 mila maiali grassi
allevati a ciclo chiuso, 150 scrofe.
Sono questi i numeri impressionanti che fotografano l’azienda, o
meglio le aziende Brambilla, visto che sono ben cinque, sparse fra i
comuni di Comazzo, Merlino, Villa Pompeiana e Paullo.
«Naturalmente interviene Diego Brambilla nei nostri campi sono
esclusi i prodotti chimici e non sono presenti Ogm, mentre la concimazione
dei terreni è fatta spandendo esclusivamente letame proveniente
dalle nostre stalle. La tecnica biologica peraltro prevede
l’alternanza delle coltivazioni con l’occupazione dei campi sia in estate
che in inverno, inmodo da impedire alle infestanti di avere il sopravvento.
Tutto il ciclo del nostro processo produttivo, dai campi al
formaggio, è certificato come agricoltura biologica da Icea». La pratica,
dopotutto, è antica quanto l’uomo, ma la tecnologia è attuale
sia nella strumentazione per le coltivazioni e le concimazioni organiche
sia per gli allevamenti, ove sono vietati interventi preventivi di
cura e il bestiame giovane può accedere liberamente al pascolo.
«Tutto questo, osserva ancora Diego, si traduce in una qualità certamente
superiore, con un indubbio beneficio anche per l’ambiente circostante,
seppur a fronte di una produzione minore».

ANCHE BENEFICI PER LA PELLE
DAI FORMAGGI BIO
Il latte prodotto, circa 12 mila litri ogni giorno, in parte viene venduto
e in parte, esclusivamente il migliore ottenuto da vacche Jersey,
confluisce nel caseificio a norma Cee di Comazzo, per essere trasformato,
con l’aggiunta di altri pochi ingredienti come fermenti, caglio e sale,
in formaggi freschi e stagionati del tutto originali, ricavati da
ricette studiate ad hoc con il contributo del tecnologo Pierangelo
Renzi. Il caseificio è il regno del giovane casaro, Marino Brega, diplomato
alla prestigiosa scuola casearia di Pandino, ma è anche il
settore aziendale curato personalmente con passione e competenza
particolare da Michele Brambilla.
Le celle di maturazione e stoccaggio sono munite di centralina elettronica
per il controllo della temperatura e dell’umidità. Lo stracchino
“FioritoBio” è mantenuto in celle speciali sotto pressione per
evitare l’ingresso di aria viziata. Così come il riscaldamento dell’ambiente
è ottenuto per irraggiamento al fine di contenere al massimo
la possibilità d’inquinamento dell’aria. Il risultato di tanta attenzione
è un formaggio sorprendente, come il GranBio, particolarmente
ricercato in questo periodo per confezioni natalizie. È un prodotto
stagionato ottenuto esclusivamente con latte Jersey, privo di
conservanti, particolarmente ricco di proteine, grasso nobile e, soprattutto,
di quel Betacarotene che gli dona il caratteristico colore
giallo paglierino garantendo particolari benefici
alla pelle.
Come vero “tesoro”, le forme cilindriche da 78 chilogrammi
Ciascuna sono conservate in uno speciale magazzino
di stagionatura ne l la sede di Marzano: un locale pieno di fascino
ricavato da una vecchia stalla ristrutturata mantenendo
le volte e le pareti in cemento e pietra, senza pannellature di
plastica.
L’attiguo spaccio di vendita al dettaglio, caratterizzato
da un antico tavolone e da un imponente armadio trovati
da un rigattiere, è completato da moderne attrezzature
per la porzionatura e il confezionamento sottovuoto dei
vari tipi di formaggi.
È qui, infatti, che si possono assaggiare anche tutti gli altri
prodotti biologici dell’azienda , come lo stracchino FrescoBio,
il FioritoBio, il CacioBio e lo SpalmaBio, l’ultimo nato.
Veri “gioielli” di famiglia venduti attraverso vari negozi
e nei mercati della Coldiretti, finiscono anche
nei piatti delle scuole di Milano, proprio là
ove i controlli si fanno più pressanti, attraverso
il conferimento a Milano Ristorazione.
Poi ci sono le grandi vetrine commerciali
come le fiere di Codogno e “Cibus”, l’importante
rassegna dedicata all’agroalimentare che si tiene
ogni anno a Parma nel mese di maggio. Ma, naturalmente,
l’occasione più facile per conoscere questa realtà rimane
quella di recarsi personalmente alla frazione Marzano, nel comune
di Merlino per vedere con i propri occhi l’allevamento e i luoghi di
produzione e per immergersi in una natura in gran parte ancora
incontaminata, punteggiata da numerose testimonianze storiche e
architettoniche di stupefacente bellezza, degne di entrare a pieno
titolo in un percorso turistico importante.

Osvaldo Folli (Il Cittadino) 


Azienda Agricola Fratelli Brambilla
26833 Marzano di Merlino (Lo)
Telefono 02 90659949, Fax 02 90659172
brambillabio@hotmail.it
Apertura spaccio vendita al dettaglio: da lunedì a
venerdì: dalle 8 alle 16; sabato: dalle 8 alle 13; domenica:
chiuso.
I formaggi “La Fontana” di Comazzo
• GranBio: formaggio stagionato prodotto in forme
da 78
kg con porzionature sottovuoto
• Stracchino FioritoBio: richiama un po’ lo stracchino
di una volta con gusto delicato in chiave moderna.
Stagionando diventa molto cremoso. È venduto
in pezzature da circa 300 grammi
• Stracchino FrescoBio: formaggio freschissimo
che richiama il gusto della crescenza di una volta
• CacioBio: compatto a forma cilindrica, adatto per
mille usi in cucina. Con un apposito attrezzo, la
“girolla”, può essere tagliato a foglie sottili come la
raspadura
• SpalmaBio: l’ultimo nato in azienda. Formaggio
cremoso, senza addensante né conservanti

Nel logo aziendale un tesoro artistico  di Palazzo Pertusati 
Tutta la zona è caratterizzatada stradine ondulate delimitate da filari di noci,
salici e robinie. Di notevole imponenza il filare di farnie che si sviluppa lungo la stradina
a nord dell’abitato di Marzano, censito fra i “Giganti di pianura” dalla Provincia
di Lodi. I campi, verdissimi anche d’inverno, sono punteggiati da nugoli di bianche
“garzette” che qui si fermano a svernare. A Comazzo, l’imponente sagoma settecentesca
di palazzo Pertusati, ora sede di uffici comunali e scuole dopo un complesso
restauro, domina la valle dell’Adda da un bastione naturale e si contrappone ai
resti dell’antica Fontana che faceva parte del Palazzo. Questo luogo magico che evoca
arcaiche atmosfere rivive ora nel logo dell’azienda Brambilla.
Altri sorprendenti tesori
sono visibili anche a Merlino, antico paese di probabile origine romana. Qui, in alcune
occasioni particolari, è anche possibile visitare l’imponente Palazzo CarcassolaGrugni.
Noto come il “castello”, è stato costruito alla fine del Cinquecento.
Dal centro del paese, una strada sterrata conduce direttamente al Santuario di San
Giovanni Battista in Calandrone di cui si hanno notizie già nel 1261.




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