03.12.2007 - Ricerca: in Provincia di Lodi un progetto per gestire meglio i reflui zootecnici

Il progetto GEA (Gestione Effluenti Allevamenti) si è collocato al 1° posto tra i progetti presentati alla Direzione Generale Agricoltura per il Piano della ricerca 2007 della Regione Lombardia. Il progetto, proposto dall’Istituto di Ingegneria Agraria – Facoltà di Agraria dell’università di Milano, verrà svolto in collaborazione con il Settore Agricoltura e Ambiente Rurale della Provincia di Lodi.
L’esigenza della sperimentazione in merito all’argomento dei reflui zootecnici, come risaputo, nasce dalle nuove normative ambientali che, con un ulteriore giro di vite, pone gli allevamenti zootecnici intensivi al rispetto di più stringenti parametri che hanno lo scopo di limitare il rilascio di nutrienti azotati in eccesso verso le acque, riducendo così il rischio reale di inquinamento diffuso di origine agricola.
L’obiettivo dello studio è fornire strumenti di programmazione e pianificazione territoriale per l’adeguamento alla normativa, restituendo benefici all’ambiente ma, al tempo stesso, salvaguardando la competitività delle aziende agricole e zootecniche.
La convinzione sia del responsabile del progetto, Prof. Giorgio Provolo, sia del Dirigente del Settore Agricoltura e Ambiente Rurale della Provincia di Lodi, dott. Alberto Tenconi, è legata ad un’azione comprensoriale. L’adeguamento della normativa, che dovrà essere graduale, bisogna che venga affrontato con indicazioni chiare e condivise, concentrandosi non sulla singola azienda ma sul territorio, individuando modelli operativi pluriaziendali.
L’attività prevede l’individuazione di percorsi progettuali che possano essere utilizzati per affrontare e risolvere la sostenibilità ambientale delle aziende zootecniche che siano condivisibili dalla pubblica amministrazione e accettabili dall’opinione pubblica.
Le fasi del progetto riguarderanno:
- analisi territoriale delle caratteristiche strutturali e gestionali delle aziende zootecniche con particolare riferimento alla produzione di reflui ed alla loro utilizzazione agronomica, tale studio sarà effettuato sulla base delle informazioni presenti negli archivi regionali e provinciali e metterà in evidenza non solo le situazioni critiche, ma anche la quantificazione della necessità di riduzione del carico di azoto richiesto nelle diverse aree per conformarsi alle richieste della normativa. Verranno inoltre descritte le diverse tecnologie applicabili per un miglioramento della gestione dei reflui e per la riduzione dei quantitativi di azoto prodotti dalle aziende prendendo in considerazione i vantaggi e gli svantaggi delle diverse tecniche impiantistiche suggerite dalle esperienze italiane e internazionali sull’argomento. La costituzione di modelli gestionali, che saranno contraddistinti dalle loro caratteristiche in termini di applicabilità, costo ed efficacia nel contenimento dell’azoto, concluderà la prima fase del progetto.
- La seconda fase prevede la definizione e l’applicazione di una metodologia per l’applicazione dei modelli gestionali individuati sul territorio. La metodologia messa a punto verrà applicata nel territorio della provincia di Lodi, in alcune aree campione .
I risultati previsti possono consentire l’individuazione di soluzioni idonee per affrontare, con una strategia condivisa, l’applicazione di una normativa che crea una pressione elevata sul comparto agricolo e che, se non guidata, potrebbe portare ad investimenti strutturali non idonei con risultati non conformi alle aspettative.
Il costo del progetto, della durata di dodici mesi, ammonta a 74 mila euro di cui 34 mila a carico della Regione Lombardia, mentre la parte rimanente sarà cofinanziata dalla Provincia di Lodi e dall’Università di Milano.
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