Il mais rappresenta senza dubbio il prodotto principe delle campagne lodigiane in virtù anche della particolare vocazione del territorio che ne garantisce elevate rese unitarie.
Con la regolamentazione prevista dal marchio Lodigiano Terra Buona, questo "principe" del sistema agricolo lodigiano si arricchisce di una serie di garanzie che mirano, non solo, a promuoverne l’eccellenza sotto il profilo igienico sanitario ma anche a differenziarlo e a farlo emergere dall’ anonimato delle produzioni prive del requisito della rintracciabilità.
In un’ottica di qualità totale, di basso impatto ambientale, di salubrità e sicurezza l’intero processo produttivo è garantito da un disciplinare nel quale l’obbligo d’impiego di attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari, testate secondo un protocollo emesso dalla Regione Lombardia, mira a massimizzare l’efficienza dei trattamenti scongiurando i rischi di inquinamento spesso dovuti a distribuzioni non uniformi. Per gli stessi principi è vietato l’utilizzo di fanghi di depurazione per la concimazione e l’impiego dei fertilizzanti azotati è regolamentato nei tempi e nei modi.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla selezione delle sementi da utilizzare per escludere la presenza di organismi geneticamente modificati (OGM).
Riguardo alla qualità del prodotto finale, non sono certificabili partite di mais con livelli di impurità in misura maggiore all’1% e molto restrittivi risultano essere anche i limiti imposti per i contenuti di micotossine.
| Limiti di contenuto di micotossine |
| Don |
≤ 1000 ppb |
| Aflatossine |
≤ 20 ppb |
| Zearalenone |
≤ 500 ppb |
| Fumonisina |
≤ 10 ppm |
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